Attualità

Mongoloide

Anche questa, è una cosa che da sempre penso, e sempre è rimasto allora il mio pensiero su essa. Sto parlando di una cosa che già agli inizi ho subito e che mi dava fastidio, ma non poco, tantissimo. Sin da quando mi trasferii a Livorno, fui bombardata da un sacco di termini ignoranti e razzisti, pure su di me (“sporca rom” me lo scrissero sul mio banco, sembri una/ti comporti come uno zulù, tra quelli pesanti), ma più di tutti, il più usato su di me fu l’orribile mongoloide.

Badate bene, sto parlando di questa parola intesa come offesa, non del tuo termine originale, che spesso spiegavo nel tentativo di far rinsavire chi la utilizzava.

Ovviamente non è l’unico termine rappresentante un’etnia (anche se si usa dire il termine più antipatico di razza) che col tempo sia diventato una specie di insulto, basti pensare ai famosi, ormai assimilati come termini distanti dal significato originario, barbarovillano (dal Medioevo), vandalo, e tanti altri, che si usavano nei tempi antichi per definire i pagani europei e non solo, ignoranti perché non parlavano la lingua romana antica, ed anche il termine zingaro, tra i più pesanti insulti, per dire di una persona che è anche sporca o delinquente, di cui non ci si deve affidare.

Purtroppo però, per questo termine, a rappresentanza di un popolo asiatico (molto vicino alla Russia), la questione fu diversa.

Non viene usato perché si reputasse loro sanguinari o disordinati, alla stregua di animali.

Non viene usato perché si creda davvero che siano loro mancanti di civiltà.

Si usa per paragone ad una cosa che coi mongoli non c’entra un cazzo.

Non serve capire quindi a cosa mi sto riferendo.

Ormai è un termine stra-abusato, e rivolto anche a chi questo deficit non lo dimostra per niente.

Parlo della trisomia 21, volgarmente conosciuta come mongolismo, o sindrome di Down.

Essa è una condizione mentale e fisica creata da un’anomalia nei cromosomi, evidente anche fisicamente, in cui molti fattori ricordano appunto l’etnia mongola.

Purtroppo, da quel che leggo ora per saperne di più di quel che già so, nonostante avessero deciso di cambiare il nome di tale condizione, penso che la cosa abbia ormai fatto danni.

Ancora si dice mongolismo, ancora viene immaginato allora imbecillità mongola, ancora si usa a spregio Down, quasi a rafforzativo di bassoin caduta, se si pensa al motivo per cui viene usato, è ancor più orribile.

“Sei down per caso?” sembra dire quasi “Sei così di qualità basse di intelligenza?”

Ma questa appunto è la cosa peggiore. Si pensa di non risultare razzisti usando il termine ispirato al famoso popolo delle steppe, ma così facendo allora ci si sente in diritto di poterlo usare su chiunque, solo per dare gratuitamente del demente a qualcuno.

Ma tornando al meno peggio (si fa per dire, del resto per me è assai più irrispettoso essere ipocriti e definire demente qualcuno per i motivi che poi capirete), spiego perché sia sbagliato in primis, anche se ragionandoci sopra un poco, dovrebbe essere chiaro a tutti, ma ahimé, essendo la cosa comune, quasi nessuno ci fa caso.

Come già detto, il dottore che diede nome a questa condizione, usò come paragone il popolo mongolo. Già questo fa capire quanto sia offensivo, perché ha usato collegare un intero popolo ad una sindrome. Una sindrome che avrebbe deficit mentali bassi (pare) e malformazioni fisiche.

Pensate se avesse usato “Sindrome da Italianismo” (anche se io credo che una vera etnia italiana non esista) solo perché codesta condizione presentasse elementi simili agli italiani.

Quindi, prima cosa, quando qualcuno usa “mongoloide” come insulto, dimostra un insensato modo di definire una persona che ha problemi non poco evidenti, con un intero popolo che di certo demente non è.

Seconda cosa, ho sempre notato questo termine usato, o meglio dire correttamente, super stra-abusato, non solo per chi davvero soffre di questa sindrome, ma anche solo perché qualcuno sembri all’apparenza stupido.

E qui è una cosa molto strana, perché rientra sì nel leggero razzismo (viene ripresa la condizione, non il popolo mongolo, se non per l’aspetto) ma anche nel voler denigrare una persona che questa condizione non la rappresenta affatto.

E’ come quando si usa “puttana” su donne che non sono ne’ prostitute, ne’ donne che hanno avuto veramente frequenti rapporti sessuali.

Ma voglio metterla al paragone come mostrato prima, volgendo l’italianità.

Pensate, dire “Sei un completo italianoide, guarda che hai combinato, spaccando il vetro della finestra!”

Perché ormai tale parola, non solo non ha smesso di avere connotati razzisti insensati, ma è entrata a far parte di storici insulti per deningrare la mente umana, alla stregua di “stupido”, “demente” ed altro ancora.

In casa mia veniva usato spesso, e settimane fa, tornando alla casa dove sentivo dire ciò, ancora sentii usare l’insulto, stavolta riferito a mia sorella.

Mi sembrava di tornare con terrore a più di quattro anni prima.

In casa mia me lo dicevano spesso, per definirmi una completa demente, ed arrivai al punto (sfortunatamente ancora adesso mi imbarazza la cosa) di stare lontana da tutto ciò che ricordasse la trisomia 21, ma non per odio, ma per la mia già bassa autostima.

Purtroppo il mio aspetto vagamente orientale non aiutava al non pensare qualche volta, di non avere l’aria intelligente, e questa cosa l’ho subita dagli otto anni in poi, fate voi.

Era da tempo che non lo sentivo più (che fortuna!) ma noto che ancora desiste dal morire. Ed assieme a questo, ci son e stanno usando molti altri.

Tipo marocchino. Una persona dei miei dintorni la usò per definire una donna (bianca caucasica) alla tv, solo perché le sembrava scema. “Guarda ‘sta marocchina di merda!”

Io ODIO queste cose, le ho sempre detestate, ed anche a costo di farmeli venire contro, correggerò sempre chi usa con ignoranza e stronzaggine questi termini orribili.

Per questo, mi incazzo davvero quando dicono così, e non mi importa se passerò per una rompicazzo. Esigo rispetto, non solo su di me, ma anche in generale, sia per le persone che non hanno questa sindrome, sia per chi la ha, e sia per l’intero popolo Mongolo.

Mi fa una rabbia cieca, più di tutti gli altri termini messi assieme, proprio non mi va giù mai sentire qualcuno dire mongola scema, anche se fosse amico o conoscente.

Ma vabbeh, questo alla fine è un dettaglio personale, del vostro Cerbiatto…

Quindi, c’è n’è anche troppo di razzismo in giro, e spero chi legga se ne renda conto, e si corregga o insegni il rispetto ad altri, facendo sapere anche come si sta comportando quando dice “Mongola” come insulto, e non solo.

Sei una mongoloide!

Ma i mongoli non sono quelli che stanno in Mongolia? Io che c’entro?

 

4 risposte a "Mongoloide"

  1. I termini che hai citato, se usati come insulti come purtroppo succede, sono tra quelli che detesto di più. Infatti mi dà un enorme fastidio quando, per esempio, si dice con sprezzo “sono zingari!”… Che dire, l’intolleranza purtoppo ha più facce, e il razzismo, esplicito o implicito, nei fatti o nelle parole, è solo una delle tante…

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    1. Fortunatamente la parola zingaro ha ancora quel rimasuglio positivo misterioso della maga indovina/nomade (per questo non mi da’ del tutto fastidio, anzi, mi son sempre piaciuti i popoli nomadi da come vedi nell’articolo), ma non è così purtroppo per tantissimi altri, concordo. Il problema è che se glielo fai capire, l’origine di una parola, questi ti bollano come i peggior titoli ignoranti quali perbenista, buonista, radical-chic, politicamente corretto e altre cazzate, quando invece si tratta di empatia, filantropia, saggezza e umanità.

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      1. Hai ragione, in effetti. Però io la parola “zingari” la sento usare sempre con disprezzo…
        No, questa gente non capisce che le parole sono importanti, che sono capaci di ferire e che il modo in cui vengono usate può fare la differenza…

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      2. Purtroppo. Però c’è anche chi magari non sa proprio, e c’è sempre la possibilità di poter cambiare la loro visione in quella originale, che non porta a sentimenti negativi, di odio. Se si comincia noi dal nostro piccolo, qualche differenza può portare.

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