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Quasi un quarto di secolo…

Per finire l’anno, e per farmi perdonare della mia “improvvisa” assenza di questi ultimi mesi, non c’è niente di meglio che riassumere un po’ quel che è la storia della mia vita.

Non l’ho mai scritta per completo (dopotutto ho solo tra un po’ di settimane venticinque anni!) e nemmeno in maniera decente: quindi quella pseudo versione disegnata tempo addietro non vale.

Cercherò di essere più breve possibile ovviamente.

Quindi se vi sembrano alcune cose un po’ differenti l’une dalle altre, è perché ho proprio così tante cose da raccontare che mi è arduo scegliere quelle per me più importanti da ricordare/raccontare.

Ah, auguri per l’anno nuovo, comunque.

Sono nata il 22 gennaio dell’anno 1994. Non ricordo niente di prima dei miei cinque anni di vita, che inizia per un furto di cioccolatini, e conseguente nascondiglio da parte mia, scoperto dai miei tutori con conseguente punizione da parte loro. Sapevo di essere minuta e volevo che mi scambiassero per una bambola, visto che mi nascosi in una culla-giocattolo. Qualcosa andò storto, mi sa.

Ho vissuto in quella specie di istituto per bambini in cerca di famiglia fino a sette-otto anni (2002). Ci stavo bene nonostante i tutori mi riprendessero per tante cose, tra le quali nascondermi, scappare via da certe attività, non sapermi legare le scarpe, catturare insetti (avevo già detto che le mattine le passavo alzando le mattonelle del giardino)… E non dormire la notte, perché ero quasi insonne e avevo spesso gli incubi. Ma a parte questo per il resto ero libera di fare ciò che volevo, come vedermi maratone di film tipo Godzilla o della Disney. Ero appassionata di Jurassic Par, Indiana Jones ed anche se mi terrorizzavano alcuni, ne ero allo stesso tempo attirata. Ricordo questo parecchio perché sicuramente avranno fatto passare in televisione Nightmare Before Christmas, e da bambina io ne rimasi folgorata. Più le cose erano cupe, più mi piacevano. Disegnavo soldati formiche che uccidevano famiglie intere, dinosauri vestiti da ladri/ninja, streghe, vampiri e inventai un dinosauro bianco pallido dal nome Morte. Mi piacevano i pokémon anche, gli uccelli e collezionavo un sacco di pupazzi. Detestavo però le bambole come la Barbie, per me “roba da femminucce snob”. Già a quei tempi ero interessata ai fumetti come Topolino e volevo imparare a scrivere e leggere, anche se riuscivo soltanto a tracciare qualche lettera a ripetizione. Nelle vignette disegnavo molto spesso, accanto ad alcuni personaggi, degli animaletti domestici parlanti, o coloravo gli occhi. Posso confermare che dai sei anni in poi ho buona memoria di quei tempi, e di quasi ogni sogno fatto. Mi piacevano poi le cose “antiche” e mascherarmi da qualche animale, disegnare ogni cosa che volevo, “scrivere” mie storie immaginarie, fare scherzetti, boccacce, andare sui monti e sulla neve, ballicchiare e cantare (colpa della Disney?). Solo una volta ricevetti uno schiaffo per una mia marachella, e cominciai a capire che non tutti gradivano i miei scherzi, ne’ il fatto che fossi leggermente ribellina. Recentemente sto disegnando il personaggio di Pippi Calzelunghe, e lei era uno dei miei eroi d’infanzia proprio perché libera, senza nessuno a romperle le scatole, e dall’aspetto bizzarro. Avevo anche un certo interesse per il periodo storico vittoriano e medievale. Aggiungo inoltre, che portavo i capelli corti o un caschetto, e raramente vestivo “femminile”.

Poi, nel 2002, mi trasferirono altrove per sempre. Mia zia mi prese in affidamento e scoprii di avere una sorellastra. Pensavo che sarei tornata a Milano, nell’istituto dopo, ma non accadde. Mi rese triste sapere che dove sarei andata non c’erano montagne, ne’ campagne, ne’ casette di legno (anche a Milano si andava alle spiagge, ma io preferivo di gran lunga le stagioni fredde ed al coperto, non amando molto scoprirmi), ma col disegno avrei avuto modo di sfogare la mia fantasia, e grazie al mio primo diario segreto, avrei avuto modo di scrivere e ricordare ogni cosa che mi passasse per la testa, e cosa mi accadeva, anche se riempivo più della prima cosa. Frequentai moltissimi posti diversi, e varie compagnie, ma non stringevo facilmente amicizia: ero timidissima e tendevo ad isolarmi spesso, leggendo e disegnando parecchie ore. Tante cose di quel periodo le ho già scritte qui in altri articoli, quindi chi ha letto sa già molto. Posso rivelare però che la mia fissa per le cose cupe non si attenuò per nulla, anzi: molti dei miei vecchi disegni rappresentano una sorta di città dal nome di Halloweenlandia, dove protagonista era l’alter-ego di mia sorella (deciso e creato da me per vendetta) somigliante ad una piccola cupa mietitrice bambina (c’ero fissata con la Morte secca). E nemmeno la mia fissa per film, cartoni animati e libri si esauriva, ma questo l’ho ribadito più volte. Ebbi il mio primo fidanzatino a 13 anni ma anche il mio primo abuso sessuale; mi feci operazioni al mio orecchio (sono metà disabile in udito), frequentai molti psicologi, assistenti sociali e varie tate. Non avevo molti amici ed ero facile bersaglio di alcuni bulletti nel periodo scolastico, causa anche il fatto che appunto vestissi di nero, come un barbone, o che sembrassi uscita da un film di Tim Burton. Anche i ragazzi, come le relazioni, non furono molte, e soffrivo spesso di questa cosa perché beh, sotto sotto volevo un po’ di affetto, ma quello romantico. Medie e superiori quindi furono per me un vero inferno, a tal punto che prima dei miei 17 anni smisi del tutto di frequentare la scuola: litigavo coi prof ed ero sempre più apatica. Piangevo spesso, moltissimo, ed evitavo il contatto visivo con le persone. L’aver scoperto internet fortunatamente mi aveva salvato dal sentirmi “sola” nell’avere certi interessi artistici, cinematografici, ecc. Scrivevo anche filastrocche, costruivo pupazzetti e mi piaceva da matti ascoltare la musica metal, classica e rap. Disegnavo fanart dei miei personaggi preferiti ma ne creavo anche di miei, tantissimi, gran parte furry.

Dopo i miei 17-18 anni, qualcosa di nuovo era cambiato, ovvero il mio stile di vita sociale: cominciai a frequentare discoteche, locali e più gruppi a caso possibile. Mi curavo un pochino di più, mi truccavo (ma non esageratamente) e molti ragazzi cominciarono a farmi la corte. Ma nonostante questo, non sempre mi fidavo ed anzi, molte di quelle esperienze furono un disastro e ne uscivo col cuore trafitto. Mi innamorai sul serio di un ragazzo che però mi voleva solo usare sessualmente, e come adesso, sono in bilico tra il dire ciò che penso o stare in silenzio, essere me stessa o essere più accondiscente. Sono ancora convinta di quella frase che mi dicevano riguardo al fatto di sembrare una di un’altra epoca, perché più sto in mezzo alla gente, e più mi sento fuor d’acqua, un contrasto, una persona che non è ne’ bianco ne’ nero. Ho avuto così tante relazioni, arrivando ad una convivenza durata quattro anni fino ad adesso, e cosa posso dire? Sono ancora vergine, sono ancora romantica, sono ancora in fissa per le stagioni piene di pioggia o di neve, per le cose cupe, ma sono ancora però una persona parecchio emotiva e permalosa. Non guardo ancora molto spesso negli occhi qualcuno, mi stufo spesso alle feste e nei gruppi di conoscenti, ed ancora fantastico per ore ed ore…

Ciò che è cambiato è che adesso mi sento più libera di potermi appassionare a tutto ciò che ho dovuto nascondere negli anni dopo l’adolescenza per imbarazzo o vergogna, come le cose inquietanti, i cartoni animati, i fumetti, i libri, i sogni e tanto altro collegato.

Pensate che finalmente ho ricominciato a costruire pupazzetti.

 

 

3 risposte a "Quasi un quarto di secolo…"

  1. Ne hai passate tante ma sei così giovane che mi viene solo da dirti di guardare avanti e provare a goderti la vita o almeno quei momenti che la vita ci concede.Te lo faccio come augurio.😈

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  2. Una mosca bianca come me!
    Io pure dark. Io pure abuso ( però a 4 anni) Io pure disegno. Scrivo. Mamma mia! Sembrava di legger la mia vita. Solo che io son stata cazzuta perchè avevo la fissa di Londra e della musica nessuno mi metteva sotto.
    Le passeggiate notturne. Leggere Poe e Rimbaud a 12 anni. Amori perversi e diversi. Di tutto e di più.
    Sono troppo curiosa…dove sono i tuoi pupazzetti? Io son fissata con le bambole di pezza. Odiavo le Barbie pure io. Ti prego! È come se avessi trovato una sorella perduta! Grazie. Grazie. Mi dai la speranza che esista una persona simile a me. Grazie 😘

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    1. Mosca bianca e pecora nera allora… Comunque… Perché “sono stata cazzuta”?
      Uhm io a 12 anni ero più in fissa per Dracula, Poe me lo lessi per regalo un pò di anni dopo, mi piace assai ma non solo lui, del genere.
      Ahaha ma domanda pure!
      Eeeh dipende, alcuni me li porto dietro, altri ne ho su mensole e comodini; se intendi invece quelli non fatti da me beh son quasi tutti chiusi dentro degli scatoloni per un trasloco…
      Io sempre amate quelle di pezza ma non disdegno anche quelle di porcellana, e mai voluto le Barbie.
      Ahah ne son ben felice per così poco!

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