Uncategorized

Qual e’ il mio scopo, allora?

Ultimamente so di aver lasciato parecchio questo blog abbandonato a se’ stesso, ma con tutto quel che e’ capitato mi e’ stato difficile riuscire ad essere fedele a qualche programma per far si che venisse seguito abbastanza (non che me ne importi, ma per il disegno dovrei invece seguire questa linea ed ahimè’ pure su quello ho avuto ed ho complicanze).

Non sto più’ da mia madre ma le cose non sono ancora cosi’ facili.

Sono sempre sballottata da un posto ad un altro, ed ancora sospiro pensando a quando potrò’ avere una mia stabilita’, un posto dove poter durare più di dieci anni. Una casa che sento mia, dove poter essere me stessa, sentirmi confortata, libera di esprimermi, senza dovermene andare dopo un breve periodo ancora, ed ancora, ed ancora.

Ad una mia amica ho ammesso un mio desiderio dei tanti, ovvero quello di avere una mia casetta sui monti o in campagna, con tanto di galline e caprette, camino e tappeti, finestre dove sentire il temporale e dove poter coltivare un mio giardino meraviglioso, con le mie piante preferite e la pace assoluta (per ascoltarmi meglio la musica poi, dato che son anche mezza sorda). Ma la domanda e’, quando.

Rimane tutto nella mia testa come quando ero bambina, quando ero ragazzina, sognando le mie prime esperienze romantico-sessuali proprio davanti al mio immaginario caminetto, sotto delle pesanti coperte col mio misterioso partner, che io definivo scherzosamente dal nulla Chavalieur du Nox.

Non sto più’ disegnando come prima, e molte delle storie che mi creo in testa finiscono per rimanere li’. Vuoi perché’ non credo a nessuno gliene importi, vuoi perché’ vedo poco interesse sul web, vuoi perché’ tutto intorno a me e’ fermo ed allo stesso tempo traballante (ovvero non sento una certa sicurezza), vuoi perché’ il caldo mi sfianca, vuoi perché’ ancora sono in quella bolla di malessere esistenziale da cui non riesco mai ad uscire…

Insomma, son sempre combattuta perché’ da un lato vorrei essere libera di esprimere tutto ciò’ che fa parte della mia vita, da un altro vorrei lasciar perdere, mi sento in colpa e di disturbo solo per aver detto “ciao” in modo imbarazzante…

Su Instagram non solo non sono mai arrivata a più’ di 900 followers, per dire, ma sono anche molto diminuiti. E di commissioni non mi e’ ancora arrivata nessuna richiesta. Su altre app sono di nuovo ferma. Son cose del web e a volte vorrei liberarmene, ma sappiamo tutti come funziona oggigiorno, con le nuove tecnologie in connubio col mondo del lavoro, assai abbastanza arduo rispetto ad un tempo…

L’unica cosa buona e’ aver ripulito molto delle mie mail e Tumbrl, almeno mi sento ripulita delle cose lasciate andare cosi’ alla cazzum, come io dico di solito.

Lo so che dovrei fregarmene, ma quanto tempo ancora dovrò’ metterci per ornare sul disegno ed avere almeno un minimo per riuscire a farlo diventare il lavoro dei miei sogni, la passione di una vita finalmente come professione?

Tanti dicono che il mio tratto o stile e’ migliorato, ma io non vedo assolutamente niente del genere, anzi, in alcuni mi sembra molto peggiorato.

Neanche a scrivere penso di essere cosi’ brava, ma quella perché’ penso a mia madre che lo diceva per invidia, perché’ lei esagerava; ma il mio pensiero finisce li’, per fortuna.

Ormai non faccio che girare a zonzo, tra la vita che mi pesa ancora come un macigno, tra il mio fisico fiacco e stanco, la mia mente che vaga chissà’ dove, in pensieri poi, di un futuro misterioso che mi porta solo rassegnazione e tristezza.

Vorrei poter parlare dei miei problemi anche se so che non porterebbe a nulla, anche se so che non sono l’unica ad averne, anche se so che la gente non vuol sentire qualcuno lamentarsi, anche se so che dovrei tenere tutto per me.

Mi definiscono forte ma io mi sento una persona da cui loro devono stare alla larga, negativa, un peso morto, insomma. A volte pure un mostro, mi sento. Un mostro perché’ finisco sempre per far star male qualcuno. So di avere degli aculei invisibili, delle spine, ed io stessa non amo molto il contatto. Vedo chiunque allontanarsi da me.

Qual e’ il mio scopo, allora?

Mi hanno sempre nominato, tra i tanti soprannomi ricevuti, anche nel mio parentame, spauracchio, ed adesso capisco che non e’ solo per il mio aspetto, per come vestivo, ma anche per la mia stessa anima.

Mi sento come se fossi sempre ferma fisicamente, ancorata a ricordi del passato, guardando sempre alla morte apparente.

Ho tanto, tanto, tanto timore.

Perché’ sono insicura.

Sembro forte ma dentro mi sfaldo, sono sfaldabile e piena di ferite che si riaprono.

Lo ammetto.

 

2 risposte a "Qual e’ il mio scopo, allora?"

  1. Penso che, quando ti senti così, questo blog sia il posto giusto per esprimerti… o almeno provarci. Forse qualcuno penserà che ti lamenti, ma sempre meglio che tenersi tutto dentro, che dici?
    Abbiamo tutti bisogno di essere fragili, ogni tanto – e anche se ti sembra di esserlo ogni giorno, spero che pian piano tu possa recuperare un po’ di stabilità e di sicurezza. Non so come ti sarà possibile, ma me lo auguro tanto. Un caro saluto.

    Piace a 1 persona

    1. Grazie mille. Infatti anche se talvolta mi contengo, ho smesso di tenermi tante cose dentro da qualche tempo. Sto sempre più parlando di cosa mi piace e talvolta di problemi attuali o del passato. È teraupetico quindi grazie mille del tuo commento.

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...